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Vertigini e ansia: sono collegate?

Le vertigini possono essere un sintomo particolarmente spaventoso. Sentirsi instabili, avere la sensazione che l’ambiente giri o percepire il proprio corpo come “fuori equilibrio” può generare paura e preoccupazione. In alcuni casi, una volta escluse cause di natura medica, può emergere un collegamento con l’ansia.

Ansia e vertigini possono infatti influenzarsi reciprocamente: l’ansia può amplificare la percezione di instabilità e, allo stesso tempo, la sensazione di vertigine può alimentare ulteriore ansia. Si può così creare un circolo vizioso difficile da interrompere.

Quando l’ansia coinvolge il corpo

L’ansia non è solo un’esperienza mentale. Quando si attiva, coinvolge l’intero organismo: il respiro può diventare più rapido, i muscoli si tendono, il battito accelera e l’attenzione si focalizza sui segnali corporei.

In questa condizione di allerta, alcune sensazioni fisiche possono intensificarsi o risultare più difficili da interpretare. La persona può avvertire instabilità, senso di leggerezza alla testa, sbandamento o difficoltà a sentirsi ben radicata.

Questi sintomi non sono immaginari: si tratta di esperienze reali, spesso legate all’attivazione del sistema nervoso e al modo in cui il corpo risponde allo stress.

Il circolo tra vertigine e paura

Quando compare una vertigine, è naturale preoccuparsi. La difficoltà emerge quando questa sensazione viene interpretata immediatamente come un segnale di pericolo: «Sto per svenire», «Perderò il controllo», «C’è qualcosa che non va».

Questi pensieri alimentano l’ansia e l’ansia, a sua volta, può intensificare ulteriormente le sensazioni corporee. Più l’attenzione si concentra sulla vertigine, più questa può sembrare intensa.

Si può così creare un circolo vizioso:

  • compare una sensazione di instabilità
    ● la mente la interpreta come pericolosa
    ● aumenta l’ansia
    ● il corpo entra in uno stato di maggiore attivazione
    ● la sensazione di vertigine viene percepita come più intensa

Nel tempo, anche il timore che la vertigine possa ripresentarsi può diventare una fonte di ansia.

Il ruolo dell’attenzione

Quando si teme un sintomo, si tende a monitorarlo continuamente. Si controlla se la testa gira, se il corpo è stabile, se il respiro è regolare. Questa attenzione costante, però, può amplificare la percezione del sintomo.

È come se il corpo fosse costantemente sotto osservazione. Ogni minima variazione viene notata e interpretata. In questo modo, la vertigine non è più soltanto una sensazione fisica, ma diventa anche un segnale carico di significati emotivi.

Secondo l’approccio cognitivo-costruttivista, è importante comprendere il significato che la persona attribuisce al sintomo: cosa rappresenta quella vertigine? Quale paura attiva? Quale senso di vulnerabilità porta con sé?

Cosa può aiutare

Prima di tutto, quando le vertigini sono frequenti, intense o di recente comparsa, è importante parlarne con il medico per escludere eventuali cause fisiche. Una volta chiarito questo aspetto, può essere utile osservare il legame tra il sintomo e il contesto emotivo.

Alcune domande possono favorire questa riflessione:

● In quali momenti compaiono le vertigini?
● Sono più frequenti nei periodi di stress?
● Quali pensieri emergono quando si presentano?
● Cosa si teme possa accadere?

Riconoscere il collegamento tra corpo, emozioni e pensieri può contribuire a ridurre il senso di allarme.

Può essere utile anche riportare l’attenzione al presente, rallentare il respiro e cercare di non reagire immediatamente alla sensazione. L’obiettivo non è controllare il corpo a tutti i costi, ma imparare ad ascoltarlo senza interpretarne subito i segnali come una minaccia.

Un percorso possibile

Quando le vertigini si intrecciano con l’ansia, il disagio può diventare particolarmente limitante. Si può iniziare a evitare luoghi affollati, spostamenti, attività quotidiane o situazioni in cui si teme di stare male.

La Dott.ssa Chiara Spiandorello, psicologa e psicoterapeuta, accompagna adolescenti, giovani adulti e adulti che vivono difficoltà legate all’ansia, allo stress e ai sintomi somatici, aiutandoli a comprendere il rapporto tra corpo ed emozioni e a sviluppare modalità più funzionali per affrontare il disagio.

Le vertigini possono essere fonte di paura, ma non sempre indicano un pericolo. Comprenderne il significato e il legame con l’ansia può rappresentare il primo passo per sentirsi meno in balia delle proprie sensazioni e ritrovare maggiore sicurezza.

Chi sono

Dott.ssa Chiara Spiandorello

Psicologa e Psicoterapeuta a Dolo (Ve)
chiara spiandorello psicologa psicoterapeuta a dolo
IN CHE MODO POSSO ESSERTI UTILE?

Disturbi legati all'ansia, alla somatizzazione e all'alimentazione

Il mio obiettivo è comprendere le radici profonde di questi disturbi, per accompagnarti lungo un percorso personalizzato che ti permetterà non solo di superare le difficoltà attuali, ma anche di crescere e sviluppare risorse interne per affrontare al meglio le sfide future. 

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