Ti è mai capitato di ritrovarti, nel tempo, davanti alle stesse difficoltà? Dinamiche relazionali che si ripetono, emozioni che emergono sempre allo stesso modo, scelte che sembrano condurre verso risultati già conosciuti. Anche quando si comprende ciò che fa stare male, modificare certi meccanismi può essere più complesso di quanto sembri.
La ripetizione di alcuni schemi non dipende dalla mancanza di volontà, ma da modalità profonde e spesso automatiche con cui ciascuno entra in relazione con sé stesso, con gli altri e con la realtà che lo circonda.
Cosa sono gli “schemi”
Gli schemi sono modalità abituali con cui interpretiamo ciò che viviamo, entriamo in relazione con gli altri e reagiamo alle esperienze. Si sviluppano nel tempo, spesso a partire dalle relazioni significative e dalle esperienze precoci, diventando veri e propri modelli interni attraverso cui leggiamo la realtà.
Questi modelli svolgono una funzione importante: aiutano a dare continuità, prevedibilità e senso a ciò che accade. Tuttavia, strategie che in passato sono state utili o necessarie possono, nel tempo, trasformarsi in modalità rigide e limitanti.
Ad esempio, una persona che ha imparato fin da piccola a non esprimere i propri bisogni per evitare tensioni o conflitti può continuare a mettere da parte sé stessa anche in età adulta, ritrovandosi più facilmente in relazioni poco soddisfacenti o sbilanciate.
Perché tendiamo a ripeterli
Uno dei motivi per cui certi schemi tendono a mantenersi nel tempo è che risultano familiari. Anche quando generano sofferenza, appartengono a modalità conosciute e, proprio per questo, possono trasmettere una sensazione di stabilità e sicurezza.
Spesso, inoltre, questi meccanismi si attivano in modo automatico. In alcune situazioni non scegliamo consapevolmente come reagire: mettiamo in atto risposte emotive e comportamentali apprese nel tempo, spesso senza rendercene conto.
Un altro elemento importante riguarda il modo in cui interpretiamo la realtà. Tendiamo infatti a leggere le esperienze in modo coerente con le convinzioni profonde che abbiamo su noi stessi e sugli altri. Questo porta, spesso inconsapevolmente, a dare maggiore attenzione agli elementi che confermano ciò che già pensiamo. Ad esempio, chi sente di “non valere abbastanza” può percepire più facilmente segnali di rifiuto, critica o distanza, anche quando sono ambigui o poco evidenti.
Il ruolo delle relazioni
Molti schemi emergono con forza soprattutto nelle relazioni, dove si attivano aspettative, paure e bisogni profondi. È nel rapporto con l’altro che queste dinamiche diventano più evidenti.
Si possono così ripetere pattern simili: scegliere persone con caratteristiche affini, ritrovarsi nello stesso ruolo all’interno della relazione (ad esempio chi si adatta o chi si ritira), oppure vivere i legami con una costante paura del rifiuto.
Queste ripetizioni non sono casuali, ma riflettono modalità apprese nel tempo, che tendono ad attivarsi in modo automatico e a mantenere una certa continuità nell’esperienza relazionale ed emotiva.
Si possono cambiare gli schemi?
Il cambiamento è possibile, ma richiede tempo e consapevolezza. Il primo passo consiste nel riconoscere i propri schemi: osservare cosa si ripresenta nel tempo, in quali contesti e con quali vissuti emotivi.
Da questa consapevolezza possono nascere piccole variazioni nel modo di agire. Anche gesti minimi, come esprimere un bisogno invece di trattenerlo o scegliere di non evitare automaticamente una situazione, possono aprire possibilità nuove.
Il cambiamento non avviene in modo immediato o lineare: è un processo graduale, fatto di sperimentazioni, ripetizioni diverse e nuove comprensioni di sé.
Un percorso possibile
Secondo l’approccio cognitivo-costruttivista, ogni persona costruisce la propria realtà attraverso significati personali che si sviluppano nel tempo. In questa prospettiva, il lavoro terapeutico non mira a eliminare i propri schemi, ma a riconoscerli, comprenderli e trovare nuovi modi di affrontare le situazioni.
La Dott.ssa Chiara Spiandorello, psicologa e psicoterapeuta, accompagna adolescenti, giovani adulti e adulti in percorsi di crescita e cambiamento, aiutandoli a comprendere i propri schemi di funzionamento e a sviluppare modalità più flessibili e in linea con i propri bisogni.
Ripetere sempre gli stessi schemi può portare a una sensazione di blocco e frustrazione, ma non è una condizione immutabile. Con maggiore consapevolezza e il giusto supporto, è possibile riconoscere queste dinamiche e iniziare a modificarle, sviluppando modalità più flessibili e funzionali nel modo di vivere sé stessi e le relazioni.

